Sindaco

 

 

Matteo Redaelli

— DISCORSO D’INSEDIAMENTO del 13 Giugno 2019 — 

Prima di tutto ringrazio tutti voi qui presenti e l’intera cittadinanza per la fiducia e il sostegno che ci avete dimostrato.

Non è un ringraziamento scontato, perché i presupposti di una lista unica e l’alternativa di un commissario non potevano prefigurare un risultato scontato. L’ottima affluenza alle urne che c’è stata ha però evidenziato che Rogeno ha voglia di guardare avanti!

Oggi però non si celebra una vittoria alle elezioni, oggi si sancisce ufficialmente l’affidamento di un compito che voi elettori consegnate a questa amministrazione.

La nostra vittoria sarà ogni volta che riusciremo a realizzare un nuovo mattone per la vita comune di Rogeno, ogni volta che saremo riusciti a risolvere un problema, ogni aiuto che saremo riusciti a dare. Sappiamo che c’è molto da fare, molto da migliorare. Abbiamo già iniziato a ritmo serrato, ma non voglio fare nessun elogio e nessuna disamina di contesto: vogliamo far parlare i fatti.

Vorrei che queste mie poche parole siano un inizio con il piede giusto per questa nuova amministrazione e pertanto permettetemi di essere leggermente provocatorio. Vorrei sinceramente aprire un dialogo con tutti e con ciascuno di voi mettendo al centro la vita ed il futuro del nostro Paese.

Rogeno la facciamo insieme, ognuno di noi nei vari ruoli che ricopre: sindaco, consigliere comunale, volontario di un’associazione, genitore, studente, cittadino,..

Questa non è una considerazione banale. Vi invito a non liquidare il vostro ruolo all’interno della comunità del paese sperando di mimetizzarvi nella massa o ribaltando su altri (o altro) il vostro impegno come parte attiva della società.

Dobbiamo riscoprirci comunità. Ossia persone che mettono in comune, che condividono qualcosa: un territorio, valori, idee, educazione, lavoro, cultura.

Se capissimo, se intuissimo, che siamo parte di una comunità.. Certo una comunità fatta di pregi e difetti, cose che funzionano e cose che non funzionano, cose semplici e cose difficili, ma pur sempre una comunità, la mia comunità, la nostra comunità.

Allora io credo che se cominciassimo a intravedere e riscoprire questo senso di comunità, e tutto il guadagno e il bello che ne possiamo trarre, allora troveremmo la risposta alla domanda: ma chi te l’ha fatto fare alla tua età di fare il sindaco oppure perché vale la pena impegnarsi in un’associazione anche se siamo sempre gli stessi.

E quando verranno fatte segnalazioni di disservizi in paese non sarà per avere l’occasione di puntare il dito contro qualcuno che non ha fatto o che non ha detto, ma l’occasione di poter portare un miglioramento per tutti, senza recriminare ma con uno slancio positivo verso il bene di tutti.

Con questo orizzonte allora si che vale la pena impegnarsi ancora e impegnarsi sempre di più.
Nonostante tutto.

Cominciamo noi, non molliamo, aiutiamoci reciprocamente, ognuno facendo la sua parte, senza chiedere sconti, e anche gli altri poi ci seguiranno perché a quel punto Rogeno sarà una comunità di cui andare orgogliosi e in cui sarà entusiasmante stare.
È gia così, e ne abbiamo le prove, bisogna solo aprire gli occhi e  rendersene nuovamente conto.

Badate, questa non è la visione di un giovane un po’ ingenuo, è una convinzione basata sull’esperienza e su prove concrete. E l’esperienza è cosa assai testarda.

Su questo voglio sfidare tutti i miei concittadini e amici di Rogeno.

Noi vogliamo lavorare su questo binario, verso questo orizzonte.

Insieme con tutti.

 

 

 

Il vostro sindaco
Matteo Redaelli

 

 

 

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